Presidio"Con lo sguardo rivolto alla Palestina diciamo: fermate il massacro"
Domenica 11 Gennaio 2008 ore 18
Isola pedonale Foggia
Adesioni a : ufficiostampa.prcfoggia@gmail.com
"Leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? I bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano?Chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria muore di guerra o di pace? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto? E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa."
Abbiamo scelto di riportare uno stralcio della lettera di Mustafa Barghouthi, parlamentare palestinese, perché esprime il senso di rabbia e di dolore di chi, in questi giorni, assiste all'attacco del proprio paese e alla distruzione del proprio popolo. La guerra, iniziata a Gaza lo scorso 27 dicembre, dopo una tregua di sei mesi, ha colpito centinaia di uomini, donne e bambini. Al momento si contano 555 persone uccise e 2.800 feriti. I morti e i feriti di Gaza sono l'ennesima testimonianza di una guerra di occupazione, di apartheid, di violenza militare sull'intera popolazione palestinese e israeliana.
Bisogna chiamare le cose con il proprio nome, cioè crimine di guerra e bisogna che la popolazione palestinese non si senta sola. E'crimine di guerra: tenere sotto assedio Gaza; attuare l'embargo da parte di Israele; privare un milione e mezzo di persone di cibo e di altri beni di prima necessità; bombardare abitazioni, università, carceri, scuole, ministeri; innalzare un muro che divide palestinesi da palestinesi; uccidere bambini; impedire il trasporto dei feriti in ospedale ma anche lanciare razzi da Gaza per colpire i civili israeliani.
Non ci sembra giusto, come è stato fatto in questi giorni dai media italiani, mascherare la verità.
Bisogna che le Nazioni Unite, l'Unione Europea e gli Stati Uniti d'America vadano oltre la retorica ed esercitino pressioni concrete su entrambe le parti in conflitto, per porre fine alle violazioni del diritto internazionale in corso e al massacro.
C'è un modo per evitare il massacro di civili. C'è un modo per salvare il popolo palestinese. C'è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C'è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C'è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale:
Chiediamo, quindi, che:
· venga cessato il fuoco in tutta l'area
· avvenga il ritiro immediato delle truppe israeliane
· si metta fine all'assedio di Gaza
· non venga impedito l'aiuto alla popolazione
· Protezione umanitaria Internazionale
Rompiamo il silenzio assordante che si vive, in termini di questioni globali, nel nostro Paese e nella nostra città. Ci sono dei massacratori e dei massacrati, quei massacrati che chiamano "società civile" e che vorrebbero solo vivere in "PACE".
Non lasciamoli soli! Crediamo nella vostra partecipazione!
Chiediamo, ancora, ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni, ai giovani e alle tante persone, che, hanno sempre considerato la "pace" un diritto inalienabile di sottoscrivere l'appello per un presidio per la pace nel Medio Oriente , da tenersi l' 11 gennaio 2009 ore 18 presso l'isola pedonale di Foggia.
Adesioni
Associazioni,Partiti e sindacati: Arci Provinciale, Arci Ragazzi, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi , Sinistra democratica, La casa della sinistra, Circolo Arci Bellamì, Ekuodaunia,
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